Pubblicazioni

Alcuni estratti di pubblicazioni scientifiche riguardanti la tecnologia MAGNETODYNAMICS.

Gianmario Schierano, Domenico Baldi, Cristina Bignardi, Mara Terzini, Andrea Tancredi Lugas

Valutazione dell'efficienza e dei rischi degli strumenti per la rimozione di ponti dentali su monconi implantari

Journal of Functional Biomaterials 2026, 17, 33 · DOI 10.3390/jfb17010033 · CC BY 4.0 · Sintesi italiana OSSEOTOUCH

Studio in vitro su 210 prove di rimozione (7 geometrie di ponte × 2 cementi × 3 strumenti × 5 repliche), confrontando Magnetic Mallet, martello scorrevole e Coronaflex. Con cemento temporaneo, Magnetic Mallet ha mostrato un'efficienza comparabile al martello scorrevole con forze inferiori; Coronaflex ha ottenuto percentuali di successo inferiori e forze maggiori. Con cemento permanente, la maggior parte dei ponti non era rimovibile e il martello scorrevole ha occasionalmente danneggiato le viti dei monconi. Lo studio è in vitro e le rimozioni sono state eseguite da un solo operatore: i risultati non dimostrano esiti clinici in vivo.

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Domenico Baldi, Francesca Baldi, Federica Giordano, Luisa De Giorgis, Francesco Bagnasco, Andrea Tancredi Lugas, Maria Menini, Jacopo Colombo

Utilità del Magnetic Mallet nell'estrazione dentale: case series

Case series senza gruppo di controllo su 29 denti estratti in 9 pazienti. A 3 mesi il riassorbimento osseo bucco-linguale medio era di 1,54 mm, comparabile con i dati pubblicati; il tempo medio di estrazione era di 3,5 minuti e non sono emerse differenze tra i due operatori. Il campione ridotto e il follow-up breve non consentono di dimostrare superiorità rispetto alle tecniche convenzionali.

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Nicola De Robertis

Guided Magnetic-Dynamic Implant Site Preparation: una nuova opportunità nella dentistica digitale

Abstract congressuale su 35 impianti pianificati nel mascellare di 15 pazienti e preparati con chirurgia guidata basata sulla MAGNETODYNAMICS. Un impianto nel tuber non ha raggiunto l'osteointegrazione iniziale; dopo l'estrazione e 3 mesi di attesa, l'impianto sostitutivo si è integrato. Gli autori riportano un tasso del 97% (34/35). Nel sottogruppo sottoposto a CBCT e sovrapposizione, l'accuratezza era elevata con discrepanze trascurabili, senza dati quantitativi o numerosità pubblicati. Trattandosi di un abstract breve senza gruppo di controllo, non sono disponibili follow-up esteso né dati completi per generalizzare efficacia e accuratezza.

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Alessandro Antonelli, Selene Barone, Ferdinando Attanasio, Marianna Salviati, Maria Giulia Cerra, Elena Calabria, Francesco Bennardo, Amerigo Giudice

Effetto del macro-design degli impianti e della preparazione chirurgica magnetodinamica sulla stabilità primaria degli impianti: un'indagine in vitro

Studio ex vivo su coste suine a bassa densità, con due macro-design implantari (Five e TiSmart) e quattro gruppi da 34 impianti. Nei confronti previsti, la preparazione basata sulla MAGNETODYNAMICS ha ottenuto valori favorevoli di coppia massima di inserimento e rimozione e ISQ rispetto alla preparazione con frese. Il modello in vitro valuta la stabilità primaria, non esiti clinici o osteointegrazione.

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Domenico Baldi, Jason Motta Jones, Enrico Lertora, Chiara Burgio, Andrea Tancredi Lugas, Gianmario Schierano, Jacopo Colombo

Influenza del metodo di preparazione del sito implantare su tre caratteristiche: Magnetic Mallet versus trapano convenzionale

Studio in vitro su coste suine secche che ha confrontato Magnetic Mallet e frese convenzionali misurando accuratezza del diametro del sito, perdita di peso del campione e variazione di temperatura. Nelle condizioni sperimentali, Magnetic Mallet ha mostrato maggiore accuratezza, minore perdita di materiale e minore variazione termica. Lo studio non ha misurato rugosità superficiale o osteointegrazione e non fornisce esiti clinici.

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Gabriele Cervino, Luca Fiorillo, Nicola Scotti, Francesco Alessandro Motta, Francesco Maria Motta, Jacopo Colombo

Strumento magnetodinamico per carico immediato full-arch in riabilitazione post-traumatica con impianti stretti

Singolo case report su una paziente di 69 anni con edentulia post-traumatica, riabilitata nel mascellare con sei impianti stretti, chirurgia guidata, strumento basato sulla MAGNETODYNAMICS e carico immediato. La riabilitazione definitiva è stata completata a 6 mesi con esito favorevole nel caso descritto. Un singolo caso non consente generalizzazioni: gli autori richiedono studi più ampi e follow-up a lungo termine.

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Francesco Bennardo, Selene Barone, Camillo Vocaturo, Dorin Nicolae Gheorghe, Giorgio Cosentini, Alessandro Antonelli, Amerigo Giudice

Confronto tra chirurgia magnetodinamica, piezoelettrica e convenzionale per le estrazioni dentali: studio pilota

Studio pilota split-mouth su 22 pazienti, ciascuno con tre denti non adiacenti randomizzati a strumenti convenzionali, Magnetic Mallet o piezochirurgia. Non sono emerse differenze statisticamente significative nel dolore post-operatorio o nella guarigione; il tempo di estrazione era significativamente inferiore con Magnetic Mallet. Sono necessari ulteriori studi randomizzati controllati.

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Roberto Crespi, Giovanni B. Bruschi, Giorgio Gastaldi, Paolo Capparé, Enrico F. Gherlone

Impianti a carico immediato nella procedura split crest

Lo studio ha seguito 36 pazienti trattati con 93 impianti a carico immediato dopo espansione split crest. A 2 anni la sopravvivenza implantare era del 98,92%, con una perdita ossea crestale media di 1,02 ± 0,48 mm. Lo studio valuta specificamente il carico immediato dopo split crest.

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Roberto Crespi, Paolo Capparè, Enrico F. Gherlone

Vantaggi del Magnetic Mallet nella split crest e nel posizionamento implantare immediato

Studio prospettico randomizzato su 46 pazienti: 23 procedure split crest con strumentazione manuale e 23 con Magnetic Mallet, per un totale di 181 impianti inseriti immediatamente. A 24 mesi la sopravvivenza era del 98,31%. Le variazioni di larghezza della cresta non differivano significativamente tra i gruppi; gli autori riportano vantaggi clinici del Magnetic Mallet durante la procedura.

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Roberto Crespi, Paolo Toti, Ugo Covani, Giovanni Crespi, Giovanni-Battista Menchini-Fabris

Tecnica della cresta divisa mascellare e mandibolare con posizionamento immediato dell'impianto: studio retrospettivo a fascio conico di 5 anni

Studio retrospettivo a 5 anni su 38 pazienti trattati con split crest e impianti immediati. Nell'analisi comparativa di 16 mascelle e 16 mandibole, l'aumento medio di larghezza e volume era maggiore nel mascellare; la sopravvivenza era 95,5% nel mascellare e 100% nella mandibola, con un fallimento mascellare. Gli autori precisano che è prematuro trarre conclusioni sulla sopravvivenza senza supporto statistico.

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Giovanni-Battista Menchini-Fabris, Paolo Toti, Ugo Covani, Giovanni Crespi, Bruno Carlo Brevi, Roberto Crespi

Spostamento laterale della parete palatale del seno mascellare: studio retrospettivo con tomografia computerizzata a 1 anno

Studio retrospettivo su 18 impianti con spostamento laterale e apicale della parete palatale mediante approccio transcrestale. A 1 anno il volume osseo era aumentato significativamente e la larghezza della cresta era passata da 5,1 a 6,5 mm; era presente una perdita ossea marginale di 1,0 ± 0,8 mm. Lo studio non include un confronto diretto con l'approccio laterale tradizionale.

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Roberto Crespi, Paolo Toti, Ugo Covani, Giovanni Crespi, Giovanni-Battista Menchini-Fabris

Valutazione clinica e radiografica del rialzo del seno mascellare localizzato mediato da osteotomo transalveolare modificato in due fasi: uno studio retrospettivo di tomografia computerizzata con follow-up a 3 anni

Studio retrospettivo su 40 pazienti con altezza ossea iniziale di 2,9 ± 0,6 mm. La tecnica in due fasi ha prodotto incrementi medi di 3,1 ± 0,6 mm dopo la prima chirurgia e 4,4 ± 0,6 mm dopo la seconda, con altezza complessiva di 10,3 ± 0,6 mm a 3 anni. Non sono stati registrati fallimenti implantari nel campione selezionato.

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Giovanni-Battista Menchini-Fabris, Paolo Toti, Roberto Crespi, Giovanni Crespi, Saverio Cosola, Ugo Covani

Analisi digitale retrospettiva delle variazioni di contorno dopo estrazione dentale con o senza procedure meno traumatiche

Analisi retrospettiva controllata su 48 pazienti: 28 estrazioni convenzionali e 20 procedure meno traumatiche con sezionamento dentale e sublussazione magnetoelettrica delle radici. A 4 mesi entrambi i gruppi mostravano una riduzione volumetrica; nei siti molari la perdita era inferiore con la procedura meno traumatica (22,3% contro 44,3%). Il follow-up reale è di 4 mesi, non 12.

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Roberto Crespi, Paolo Capparè, Enrico Gherlone

Vantaggi del Magnetic Mallet nella condensazione ossea mascellare: studio clinico prospettico

Studio prospettico su 36 pazienti e 50 impianti in regioni mascellari posteriori con osso di tipo 3 o 4, confrontando osteotomi azionati da Magnetic Mallet e strumentazione manuale. A 24 mesi la sopravvivenza complessiva era del 96%; i livelli ossei marginali erano stabili e non differivano significativamente tra i gruppi. Lo studio riguarda la condensazione mascellare, non l'espansione mandibolare a 3 anni.

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Roberto Crespi, Paolo Capparè, Enrico F. Gherlone

Magnetic Mallet in alveoli post-estrattivi con contestuale rialzo del pavimento del seno mediante osteotomi

Studio prospettico su 32 pazienti e 70 impianti inseriti immediatamente in alveoli post-estrattivi con contestuale rialzo del seno. A 2 anni la sopravvivenza cumulativa era del 98,57%; il guadagno osseo medio era stabile a 4,08 ± 1,25 mm. Non furono riportate perforazioni della membrana, vertigini, nausea o vomito nel campione studiato.

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Gianmario Schierano, Domenico Baldi, Bruno Peirone, Matthias Mauthe von Degerfeld, Roberta Navone, Alessandro Bragoni, Jacopo Colombo, Roberta Autelli, Giuliana Muzio

Analisi biomolecolari, istologiche, cliniche e radiologiche di siti implantari preparati con Magnetic Mallet: studio pilota animale

Studio pilota su tre minipig, con siti tibiali preparati mediante mallet o fresa e valutati al posizionamento e a 14 giorni. Nei siti mallet gli autori hanno osservato più osso neoformato e osteoblasti e meno tessuto fibroso; l'ISQ aumentava in entrambi i gruppi senza differenze significative tra tecniche. I risultati sono preclinici, a breve termine e limitati dal campione animale ridotto.

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